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11/06/2019 - Biella - Cultura e Spettacoli
BIELLA - I robots dell’Istituto Q. Sella in gara in Spagna
BIELLA - I robots dell’Istituto Q. Sella  in gara in Spagna

Sta volgendo al termine il progetto biennale Erasmus+ “RObots BOosTs Skills” che ha visto l’IT  Q. Sella” di Biella tra le scuole partecipanti. Il progetto, nato circa due anni fa, ha coinvolto 7 istituzioni scolastiche di Italia (Biella e Bologna), Spagna (Xativa – Valencia), Portogallo (Penafiel – Porto), Croazia (Dugo Selo – Zagabria) e Romania (Targu Mures); nel corso di questi due anni si sono svolti incontri di formazione e planning, rivolti ai docenti e agli studenti, e una competizione di robotica internazionale che si è  appena conclusa in Spagna.

Lo scopo del progetto è stato quello di progettare robots in grado di orientarsi autonomamente in un labirinto, di seguire linee, di muoversi in modo sincronizzato, con l’obiettivo di fondere gli obiettivi STEAM del progetto: Science, Technology, Engineering, Arts and Mathematics, ovvero Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Arte e Matematica.

L’ITI ha rivolto il progetto agli studenti del terzo anno che, dopo aver seguito una serie di lezioni propedeutiche sull’uso di Arduino, hanno iniziato a costruire i robots. E’ seguito un contest nazionale che ha selezionato i cinque studenti finalisti previsti dalle indicazioni del progetto: Cristiano Quaregna, Vanessa Bentivenga, Cinzia Perona, Alessandro Moglia e Matteo Policante. I ragazzi hanno quindi proseguito la formazione, costruendo altri robot e migliorando le loro conoscenze e competenze in programmazione e sensoristica.

E, infine, hanno partecipato, accompagnati dai docenti responsabili del progetto, i professori Roberto Borchia e Mauro Bazzano, alla gara internazionale di Xativa, una località nei pressi di Valencia: i cinque biellesi si sono distinti nelle varie fasi della competizione internazionale, dimostrando ottime conoscenze tecnologiche e si sono perfettamente integrati con i loro compagni delle altre nazioni.

L’esperienza porta avanti il cammino dell’ITI nei progetti Erasmus+: la scuola è infatti attualmente coinvolta anche in “Follow me”, un progetto biennale per la valorizzazione del patrimonio Unesco delle nazioni partecipanti e sta organizzando altre attività.

 

Il diario a cinque mani degli studenti

Xàtiva è calda, piccola, accogliente e, per buona parte della settimana, appare completamente deserta agli occhi dello straniero, ma nel weekwnd si popola e si accende con bar e negozi aperti fino a tardi e il castello illuminato svetta sulla montagna nella luce gialla dei fari.

L’albergo in cui alloggiamo ha in sé l’aura moresca della Spagna dell’anno 1000: un cortile interno quadrato, una palma smilza e piastrelle smaltate in blu, bianco e giallo come decoro dell’ingresso. Sopra di noi il castello rimane, muto e silenzioso, a far la guardia alla città.

Le stradine di ciottoli e le viuzze appartengono ai gatti in quella che sembra una città fantasma; a ogni angolo santi dipinti con lo smalto proteggono le case e in mezzo a tutto svetta la lucente chiesa di arenaria.

Le gare di robotica sembrano un anacronismo, ma vedremo che non sarà così.

L’obiettivo finale delle gare è quello di costruire, con l’utilizzo di Arduino, un robot che eviti gli ostacoli con sensori ad ultrasuoni e uno che, invece, segue una linea nera tracciata a terra. Noi abbiamo iniziato a prepararci mesi fa , anzi, quasi un anno fa, quando a partecipare al progetto eravamo una decina, tutti studenti del terzo anno.

Nella prima fase non c’è stata selezione, abbiamo partecipato a lezioni per imparare le basi di Arduino che avremmo dovuto poi applicare alla costruzione dei robot. Poi è arrivata l’estate e, al nostro rientro a settembre, ci attendeva la seconda fase molto più competitiva.

Siamo stati divisi in squadre, qui a Biella; ognuna aveva il compito di costruire il proprio robot evita-ostacoli e fargli percorrere, nel minor tempo possibile, un labirinto; questa sfida avrebbe deciso chi sarebbe passato all’ultima fase. È stata poi stilata una classifica e i cinque migliori sono stati scelti. I biglietti per Valencia erano ormai nelle nostre mani. L’ultima parte del progetto, tenutasi a Biella a febbraio, è stata incentrata sulla costruzione e programmazione del robot segui-linea.

Siamo in cinque a partire la domenica mattina, 12 maggio; quando arriviamo all’aeroporto di Valencia veniamo accolti dal caldo sole spagnolo. La temperatura si aggira attorno ai 30 C°.

Il primo pomeriggio lo dedichiamo all’esplorazione di Xàtiva e a un po’ di riposo; la sera invece iniziamo a far conoscenza con gli altri ragazzi:arrivano da Romania, Croazia, Portogallo e Bologna; gli spagnoli li conosceremo il giorno dopo a scuola.

La scuola in questione si trova a poco più di dieci minuti a piedi dall’albergo: è l’istituto “Dr Lluis Simarro”. Palazzine di mattoni si alternano ad altre di foratini o a piccole case imbiancate con la calce. L’edificio della scuola si discosta da tutto il resto, è una struttura moderna e tecnologica.

Iniziamo la mattinata con le presentazioni dei vari istituti presenti all’evento e con attività  volte a socializzare con gli altri ragazzi, a conoscerli meglio; andiamo avanti fino all’una, poi è ora di pranzo: piatti della tradizione spagnola, paella e fideua per tutti!. Il pranzo si protrae fino alle tre del pomeriggio, l’abbiocco è in agguato, ma c’è del lavoro da fare, i robot devono essere costruiti e il codice abbozzato. Veniamo divisi in sette squadre, italiani e spagnoli sono in quasi tutte. Le gare hanno finalmente inizio.

A ogni squadra viene assegnato il robot da costruire entro fine giornata; all’interno dei gruppi ci si organizza su chi deve fare cosa, a seconda delle proprie capacità; c’è chi è più bravo a costruire e chi a programmare.

Trascorriamo i due giorni seguenti, martedì e mercoledì, lavorando con i robot. Il lavoro di squadra è alla base, ma non mancano i problemi di comprensione: l’inglese non è lingua universale in quest’occasione, perlomeno non con tutti. Ma i risultati ci sono ugualmente, e anche buoni. Il primo robot a essere costruito è quello che evita gli ostacoli grazie a tre sensori a ultrasuoni posti sulla parte anteriore; ogni squadra ha il compito di fargli percorrere un labirinto nel minor tempo possibile, come nella prova tenutasi in istituto a Biella. I robot vengono più volte testati e modificati sul campo; i professori avevano imbastito due labirinti diversi per permettere a noi ragazzi di perfezionare il codice e l’angolazione dei sensori.

Una volta finita la fase di test è tempo di gareggiare; i due labirinti vengono smontati e ne viene costruito uno più grande e complesso nel quale, ogni tanto, i robot vanno a sbattere sulle pareti o si bloccano in angoli impervi. Ma, alla fine, la gara è fatta anche di questi piccoli incidenti. Risulta vincitrice la squadra gialla con il nostro Alessandro. Quando ha termine si smontano i sensori ad ultrasuoni dalla parte anteriore dei robot e si monta sulla pancia il sensore per seguire la linea. Il martedì si conclude con una gara all’ultimo secondo per seguire la linea nera: ne uscirà vincitrice la squadra arancione dopo una partenza per nulla brillante recuperata con un rapido cambio di batterie; anche questa volta, prima della gara, ci sono stati svariati test e prove per accertarsi che i robot funzionassero nel migliore dei modi su diversi percorsi.

Il mercoledì mattina visitiamo Xàtiva accompagnati da una guida, ma prima veniamo ricevuti dal sindaco che, con il suo calmo e ben scandito castigliano, si complimenta con noi ragazzi per la dedizione al progetto; si dice onorato di averci potuto ospitare nella sua città. La visita ci porta al castello e, anche in questo caso, ci tiene impegnati fino all’ora di pranzo: sempre piatti della tradizione spagnola!

L’ultima gara si tiene nel pomeriggio, i robot devono essere decorati e programmati per muoversi in sincronia con il ritmo di una canzone scelta da ogni squadra e la fantasia dei ragazzi viene lasciata completamente libera; ma qualche test tecnico deve essere fatto per perfezionare la coreografia; vincitrice questa volta la squadra rosa, con il nostro Cristiano. Quando la sfida ha termine i robot devono essere smontati, prima, però, è tempo di fotografie di gruppo e ringraziamenti.

Il giovedì mattina è dedicato al parco dell’Albufera, una zona di stretti canali limacciosi, risaie ora in secca, isolotti di canne e boschi di macchia mediterranea. Navighiamo sulle placide acque del lago del parco con strette e lunghe barche in legno per poi scendere e inoltrarci con la guida in uno dei boschetti costieri. Poi il ritorno a Xàtiva per l’ultima notte da passare lì. La sera siamo liberi di uscire in città, come sempre, e per festeggiare andiamo in un pub nella piazza vicino all’albergo, giusto un paio di svolte, insieme ai ragazzi bolognesi.

Tornati in albergo si scende nella Sala de Ocio a giocare a calcio-balilla e freccette fino a tardi.

Valencia, venerdì, è l’ultima tappa. Ne abbiamo il primo assaggio con la Ciutat de les arts i les ciències e l’enorme parco oceanografico. L’immensa eppur leggera struttura è stata progettata da Calatrava e riluce nel suo manto bianco nella soleggiata giornata; anche questa volta siamo liberi di esplorare a nostro piacimento museo e acquario, con l’unica tappa programmata al cinema Imax del complesso, l’Hemisferic.

Quando arrivano le cinque la stanchezza un po’ si sente, ma il programma che abbiamo per la serata ci tiene ben svegli. Dopo essere stati divisi nei vari hotel del centro città e una doccia fresca per toglierci di dosso la fatica, si va in metro diretti al mare per cenare, anche  questa volta insieme ai bolognesi. Purtroppo è l’ultima volta che li vediamo perché il loro aereo parte attorno alle otto della mattina dopo. Il mare, la sera, lo vediamo di sfuggita, sentiamo appena la sabbia fresca sotto i piedi, siamo di fretta per prendere l’ultima metro delle undici e mezza verso il centro città e dobbiamo andarcene quasi subito.

Noi biellesiabbiamo la fortuna di rifarci la mattina del sabato. Ci svegliamo presto e per le otto e mezza siamo di nuovo in metro diretti alla spiaggia per un bagno d’addio. Un’ultima foto di gruppo sulla spiaggia e poi torniamo in albergo per fare colazione e partire alla volta dell’aeroporto. È ora di tornare a casa.

Adesso il nostro nuovo proposito è di andare a Bologna a trovare gli altri: l’amicizia è ormai salda.

Quest’esperienza è stata per tutti noi fantastica: abbiamo passato  una settimana bellissima in amicizia con ragazzi e ragazze mai visti prima; nulla ci ha impedito di conoscerli e passare con loro momenti di gioia sotto al caldo sole spagnolo. Piccoli momenti indimenticabili.

Cristiano Quaregna, Vanessa Bentivenga, Cinzia Perona, Alessandro Moglia e Matteo Policante.

 

 


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