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18/07/2021 - Lungosesia Ovest e Baraggia - Economia
CONSORZIO DELLA BARAGGIA SENZA BILANCIO - Si assentano 18 Consiglieri su 30 e la seduta è nulla - Ora tocca alla Regione decidere se tenere l'Ente a bagnomaria o commissariare
CONSORZIO DELLA BARAGGIA SENZA BILANCIO - Si assentano 18 Consiglieri su 30 e la seduta è nulla - Ora tocca alla Regione decidere se tenere l'Ente a bagnomaria o commissariare

Come non era stato difficile immaginare, il Consorzio di Bonifica della Baraggia Vercellese e Biellese (per tutti: la Baraggia) che ha sede in Via Fratelli Bandiera a Vercelli, dalla settimana che si è appena conclusa è senza Bilancio Consuntivo.

Si è tenuto lo scorso 15 luglio, infatti, il Consiglio dei Delegati,

ma nemmeno questa volta (dopo la precedente, il 29 giugno scorso) si è raggiunto il numero legale.

Ben 18 Consiglieri su 30 non si sono presentati: politica della sedia vuota in piena regola, come inaugurata nel 1966 da Charles De Gaulle, per far capire all’Esecutivo dell’allora CEE (Comunità Economica Europea) che, senza la Francia, non avrebbero potuto decidere nulla.

Gli altri lo sapevano benissimo, del resto, però finchè non lo toccarono con mano non si diedero una mossa.

***

Il destinatario della misura cara al Generale è – mutatis mutandis - Dino Assietti, il Presidente dell’Ente il quale, nonostante abbia ormai l’evidenza del fatto che oltre la metà dei suoi Consiglieri non lo vuole più Presidente, insiste a restare.

E, allora, ai Consiglieri, per fare vedere che esistono e la loro opinione ha un peso, non resta che… l’assenza.

Un paradosso, ma, come abbiamo detto, non si inventa né qui, né ora.

Adesso la Regione dovrà prendere atto che l’Ente, un protagonista del governo delle acque su un territorio vasto tra le provincie di Vercelli e Biella, non è in grado di deliberare nemmeno il bilancio.

Manderà un Commissario?

Chi vivrà, vedrà.

***

Questa vicenda è importante in sé (come abbiamo detto, l’Ente Baraggia è un’Istituzione di primo livello nel contesto economico locale: sarebbe come dire che l’Ovest Sesia o l’Est Sesia non riescono ad approvare i rispettivi Bilanci), ma lo è ancor più se si pensa che la Baraggia è il principale azionista della SII Spa (Servizio Idrico Integrato) , la società che, nell’ambito dello stesso territorio, ma con significative “puntate” anche oltre, gestisce una consistente parte degli acquedotti delle due provincie.

Come sappiamo, la SII spa si prepara a dare il via libera definitivo alla costituzione della società, tutta pubblica (oltre a SII, anche Amc Casale, Amv Valenza, Cordar Biella, Cordar Valsesia) che, dal 2023, dovrà gestire, con trasparenza ed efficienza, l’acqua di un territorio in cui si servono circa 400 mila abitanti (cioè le provincie di Vercelli, Biella, con Casale e Valenza).

Chi manca all’appello?

Manca Asm Vercelli, naturalmente, perché la società che un tempo era a maggioranza comunale ora è sotto il controllo di Iren spa, che vede come il fumo negli occhi la possibilità che la Ato2 dia le gestione ai consorziati pubblici.

E, quindi, come abbiamo visto anche in precedenti articoli,

Iren da qualche anno si prepara, mobilitando tutti i propri amici annidati

nelle Istituzioni locali, affinchè mettano i bastoni tra le ruote a questo processo, lo blocchino e – in definitiva – impediscano che i gestori si uniscano.

Per ora il gioco non è riuscito, nonostante le abbiano davvero provate tutte.

***

Più si va avanti, più il sistema politico acquisisce la consapevolezza del rischio assurdo che rappresenterebbe una gestione dell’acqua affidata ad una società avente fine di lucro. E che lucro, se si considera come opera Iren.

Basta leggere cosa dicono, in questi giorni, i cittadini della periferia, che lamentano come Asm Vercelli non passi ormai più con nessuna parvenza di regolarità a ritirare i rifiuti.

Tanto che Davide Gilardino (Presidente Covevar, il Consorzio che dà l’appalto) ha levato un monito sia come Sindaco di Ronsecco, sia, appunto, come Legale Rappresentante del Committente.

Inutile aspettarsi altrettanta fermezza dal Comune di Vercelli.

Si dirà: che c’entra la nettezza urbana con la gestione degli acquedotti?

C’entra: se il fine è l’utile, è chiaro che si dovranno ridurre i costi.

I ricavi, le tariffe, sono stabiliti per legge, quindi non resta che la leva della riduzione dei costi.

Perché Iren che gestisce un acquedotto dovrebbe essere diversa dalla stessa Iren che gestisce la raccolta rifiuti?

Ci chiameranno (loro ed i loro servi compiacenti) “incivili” forse anche perché – magari – facciamo la doccia troppo spesso e, così, consumiamo troppa acqua?

Per fortuna, buona parte del sistema politico è ormai convinto che non si debba correre questo rischio.

Anche perché, quando Iren decide di praticare risparmi oltre il lecito nell’ambito della raccolta rifiuti, il risultato si vede subito: l’immondizia in strada. E la gente si lamenta e qualcosa succede.

Se decidesse mai di praticare risparmi oltre il lecito nella gestione dell’acqua potabile, i risultati si avvertirebbero solo quando i batteri fossero nell’acqua che beviamo.

***

Si attende, dunque, che dirà la Regione a proposito dell’Amministrazione del Consorzio della Baraggia.

Perché Dino Assietti non si dimetta resta un mistero, ma comunque, ormai è un mistero che lascia il tempo che trova.

Come finirà?

Chi vivrà, vedrà.

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