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09/07/2018 - Santhiatese e Cavaglià - Società e Costume
PERU E STEVULIN SENZA PIU' UN EURO - E' allarme per i Carnevali Storici, eslcusi dai finanziamenti pubblici -
PERU E STEVULIN SENZA PIU' UN EURO - E' allarme per i Carnevali Storici, eslcusi dai finanziamenti pubblici -

Se questo è un sogno, chiedo di essere svegliato immediatamente, ma - come temo - non si tratta di un sogno e perciò chiedo aiuto e collaborazione per evitare che i Carnevali Piemontesi di Borgosesia, Chivasso e Santhià subiscano un'ingiustizia senza precedenti in merito al Bando Carnevali Storici, le cui linee guida sono state indicate tramite le modifiche e integrazioni al decreto 27 luglio 2017, recante: «Criteri e modalità per l'erogazione, l'anticipazione e la liquidazione dei contributi allo spettacolo dal vivo, a valere sul Fondo unico per lo spettacolo di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163». (18A04404) (GU Serie Generale n.147 del 27-06-2018).

Alla luce di quanto contenuto nel decreto, i tre Carnevali Storici Piemontesi di Borgosesia, Chivasso e Santhià, assegnatari di contributi del precedente bando 2016, verrebbero esclusi in quanto non organizzati dagli enti previsti dal Bando (e cioè: Comuni, Fondazioni e Associazioni con personalità giuridica senza scopo di lucro che abbiano nella compagine sociale l’ente pubblico).

Infatti il Carnevale di Borgosesia è organizzato dal Comitato Carnevale di Borgosesia, quello di Chivasso è organizzato dalla Pro Loco Agricola di Chivasso e quello di Santhià è organizzato dall'Associazione Turistica Pro Loco di Santhià. Pertanto due tra gli organizzatori sono Pro Loco e l’altro è un Comitato.

Il sottoscritto, con gli Amici Viareggini, negli anni 2014/2015 si era mosso per portare all'attenzione del Ministro Franceschini la necessità di elevare il Carnevale a Bene Culturale; un primo passaggio è stato il Bando Carnevali Storici per l'anno 2016, nel cui ambito vi è stata un'intensa attività di persuasione, sostenuta dagli amici parlamentari di molte Città Carnevalesche e dal Sottosegretario Luigi Bobba, un bando che aveva una dotazione complessiva di 1 milione di Euro e che prevedeva che: “Le istanze di contributo possono essere presentate da Comuni, Enti pubblici e Fondazioni, Associazioni, Istituti o altri organismi senza fini di lucro ecc.”.

Il secondo passaggio è stata una nuova opera di persuasione condotta dai vari enti organizzatori, dai parlamentari e dai membri del Governo perchè si potesse riconoscere il Carnevale come Bene Culturale e poter così accedere ai contributi previsti per il F.U.S (Fondo Unico dello Spettacolo). Tale riconoscimento è avvenuto con la legge sullo spettacolo denominata Codice dello spettacolo (Legge, 22/11/2017 n. 175, G.U. 12/12/2017) e, grazie ad un emendamento alla legge di Bilancio per il 2018, vista la mancanza dei decreti attuativi per il codice dello spettacolo, si è creato uno stanziamento di 2 milioni di euro a valere per gli anni 2018/2019/2020.

Per questo eravamo orgogliosi di avere pressato e condiviso tutte le strutture parlamentari e governative preposte per raggiungere questo obiettivo.

Quando le cose sembravano andare per il meglio per le manifestazioni carnevalesche, ecco che viene presentato un testo di modifica al decreto 27 luglio 2017, recante: «Criteri e modalità per l'erogazione, l'anticipazione e la liquidazione dei contributi allo spettacolo dal vivo, a valere sul Fondo unico per lo spettacolo di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163». (18A04404) (GU Serie Generale n.147 del 27-06-2018).

Questa era la cosa più impensabile e infausta che poteva capitare. Infatti nell'Art. 48-bis (Carnevali storici), si dice: - “1. E' concesso un contributo a Comuni e a Fondazioni e Associazioni con personalita' giuridica senza scopo di lucro, costituiti e operanti da almeno cinque anni alla data di pubblicazione del bando del direttore generale spettacolo, nella cui composizione societaria siano presenti enti locali, aventi come fine statutario l'organizzazione e la promozione di carnevali storici e che siano organizzatori dei carnevali storici a cui si riferisce la domanda presentata”.

Questa previsione parrebbe mettere una pietra tombale sulla partecipazione dei Carnevali Storici di Borgosesia, di Chivasso e di Santhià al Bando Ministeriale, in quanto organizzati dall'Associazione Turistica Pro Loco di Santhià, che rappresenta l'ente organizzatore dello Storico Carnevale di Santhià, dalla Pro Loco di Chivasso – "L'Agricola", organizzatrice del Carnevalone di Chivasso e dal Comitato Carnevale di Borgosesia, organizzatore del Carnevale di Borgosesia.

La previsione di vedere l'Ente Pubblico all'interno delle Associazioni, previsione non possibile in quanto, secondo gli statuti UNPLI, le Pro Loco possono associare unicamente persone fisiche e non enti pubblici o privati, taglierebbe fuori tutto il mondo delle Pro Loco, delle Associazioni e dei Comitati carnevaleschi.

Dopo essere venuto a conoscenza di queste modifiche, grazie alla collaborazione del Presidente della Provincia di Vercelli, Carlo Riva Vercellotti, mi sono subito attivato per inviare un parere a quanti avevano titolo per far pervenire una nota che evitasse questa inconcepibile previsione.

Purtroppo qualche giorno fa sono venuto a sapere che in conferenza unificata nessuno ha portato la nostra voce a difesa delle manifestazioni carnevalesche organizzate da Associazioni, Pro Loco e Comitati.

Trovo alquanto inconcepibile tale previsione. Semmai, il decreto avrebbe dovuto prevedere aspetti più stringenti sulla storia, sulla tradizione e sul folklore che i grandi Carnevali regionali rappresentano. Nemmeno un intento di favorire le manifestazioni maggiori può spiegare tale norma, in quanto sono stati messi due limiti stringenti ai contributi: minimo 50.000 euro e massimo 100.000.

Un ringraziamento speciale va all'Onorevole Paolo Tiramani, che si è subito attivato per la difesa dei diritti dei Carnevali Piemontesi, scrivendo al Sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali, Lucia Borgonzoni. Così, in collaborazione con il sottoscritto, sono state presentate alcune richieste di pareri al Capo di Gabinetto del Sottosegretario.

Siamo in attesa di questi pareri, ed è nostra volontà compiere ogni azione a difesa delle manifestazioni carnevalesche organizzate da Associazioni, Comitati e Pro Loco.

Cosa capiterà, non lo sappiamo. Certo è che sono intenzionato a proseguire nella difesa dei diritti dei Carnevali. Pertanto chiederemo un incontro al Ministro dei Beni Culturali, con la speranza che questo possa servire a non vedere pregiudicati i diritti dei grandi Carnevali storici nazionali organizzati dal mondo dell’associazionismo. Mi fa sorridere il fatto che il precedente Governo abbia lavorato per una legge sul terzo settore e in questo ambito tagli in modo importante gli enti che hanno piedi ben piantati nel mondo dell’associazionismo.

                                      

Dott. Alessandro Caprioglio, Vice Presidente Associazione Turistica, Pro Loco di Santhià

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