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19/06/2015 - Vercelli Città - Cronaca
SILVANO ARDIZZONE SURCLASSATO DA GABRIELE FERRARIS - Ben otto gli incarichi esterni del Capo del Personale al Comune di Vercelli - Incredibile ma vero, gli ultimi 2 autorizzati a giugno 2015 - Dario Roasio oggi in Procura
SILVANO ARDIZZONE SURCLASSATO DA GABRIELE FERRARIS - Ben otto gli incarichi esterni del Capo del Personale al Comune di Vercelli - Incredibile ma vero, gli ultimi 2 autorizzati a giugno 2015 - Dario Roasio oggi in Procura

Tocca ancora una volta a Dario Roasio ed a Società Futura fare ciò che, forse,  avrebbero già dovuto fare da tempo tanti altri – a cominciare, magari, dai Consiglieri Comunali di Vercelli ai Sindaci dei Comuni che fanno parte del Covevar – e così questa mattina attorno alle 11,30 eccolo davanti agli Uffici della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vercelli.

Come spesso succede, ha in mano un fascicolo che si accinge a depositare e uno uguale lo ha appena consegnato al Servizio Postale affinchè lo inoltri alla Procura Regionale presso la Corte dei Conti.

Cosa c’è in questo fascicolo?

E’ d’uopo una spiegazione ordinata della questione.

Cos’è il Covevar.

Come si sa, il Covevar è il Consorzio obbligatorio per la gestione dei rifiuti tra i Comuni della provincia di Vercelli.

Come ogni Ente, per funzionare ha bisogno di Personale.

E’ una prassi consolidata da anni che questo Personale il Covevar lo prenda (soprattutto, ma non esclusivamente, vedremo che c’è anche la posizione dell’Ing. Marco Zorzi, che è a parte) perfezionando contratti con dipendenti di alcuni tra i Comuni che costituiscono il Consorzio.

Ebbene  - dice Società Futura – questo Personale dovrebbe essere “comandato”, cioè essere trasferito al Covevar dal Comune di appartenenza, essere pagato dallo stesso Comune, che poi emette “fattura”, chiede il rimborso del costo aziendale del dipendente “comandato” cioè distaccato temporaneamente al Covevar.

In questa situazione c’è il solo Maurizio Tascini, dipendente del Comune di Santhià.

Che perciò prende uno stipendio solo: glielo dà il Comune di Santhià e quest’ultimo poi si fa rimborsare dal Covevar.

Tutto gli altri collaboratori del Consorzio sono invece – sì – impiegati presso le altre Pubbliche Amministrazioni, ma sono pagati due volte.

Prendono lo stipendio normale dal Comune di appartenenza e – per fare il lavoro al Covevar – prendono un altro stipendio, calcolato come si vedrà.

Possono fare così – si è sempre detto – perché fanno questo lavoro al di fuori del loro normale orario di servizio (in Comune) nel tempo libero e senza usare strumenti (ad esempio il pc) del Comune.

***

E qui sta – secondo Società Futura – il caso che merita un approfondimento da parte degli Uffici cui si stanno rivolgendo Roasio e compagni.

Perché – dicono – a parte che il ricorso sistematico a questo tipo di incarico non si può più dire “occasionale”, né temporaneo, né (in sostanza, a parte le finzioni) a tempo determinato, se davvero queste persone operano al di fuori dell’orario di servizio in Comune, sarà facilmente dimostrabile.

Ad esempio: se esco dal mio ufficio in Comune e vado a lavorare per il Covevar, avrò avuto prima la cura di “stimbrare” la mia cartolina, per timbrare di nuovo quando, terminato il lavoro al Consorzio, riprenderò la mia fatica per Palazzo Civico.

Del resto ci sono atti del Covevar (ad esempio, deliberazioni dove figura presente ora questo ora quel Consulente) che recano ben chiara una data e un’ora nella quale si svolge la riunione – ad esempio – del Direttorio del Covevar, ora presieduto da Alessandro Portinaro e fino all’anno scorso da Andrea Corsaro, Sindaco di Vercelli.

E’ chiaro che in quei giorni ed in quelle ore dovrà risultare “stimbrata” la cartolina del funzionario comunale partecipe della riunione tra gli Amministratori.

Chi sono i dipendenti comunali che lavorano per il Covevar?

A parte il povero Tascini che è l’unico a non cumulare, ci sono poi Silvano Ardizzone (che dall’incarico al Covevar prende 24 mila euro lordi l’anno oltre lo stipendio del Comune), Beretta Ivana (7.200 euro lordi), Biglia Nazareno (14.400 euro lordi), oltre ad Andreone Alessandro che, invece, è dipendente del Comune di Cigliano.

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Note, poi, le posizioni, sempre al Covevar, di Francesca Lo Magno, che da anni ne è il Segretario.

Lo è ora che è in pensione; lo era prima, quando era Segretario Generale del Comune di Vercelli (dal quale percepiva, in servizio, circa 120 mila euro lordi l’anno di stipendio al quale – ai fini del computo del costo aziendale – devono aggiungersi anche i contributi) lo è oggi quando è in pensione dal Comune.

Qui Società Futura è più causidica e dice: la Signora ha un contratto in virtù del quale dovrebbe percepire 52 euro l’ora per un massimo di 400 ore l’anno.

Come rendiconta queste ore?

Inoltre, la Signora deve percepire circa 50 centesimi al chilometro per ogni chilometro percorso tra la propria abitazione e Vercelli.

Fino ad un massimo di 6 mila euro l’anno.

Ma a noi – dicono a Società Futura – hanno sempre insegnato che i trasferimenti dall’abitazione al luogo di lavoro (ancorchè possano essere ovviamente rimborsati se i costi sono effettivamente sostenuti) sono componente del reddito.

Il Covevar trattiene la ritenuta d’acconto?

O ci hanno sempre insegnato male, i vari Commercialisti che nel corso delle varie attività ci hanno assistito?

E, nel caso, avrebbe qualcosa da dire anche la Direzione Provinciale del Lavoro, già che c’è?

Analogo discorso per l’Ing. Marco Zorzi al quale – vista l’entità dei rimborsi chilometrici per tutti i viaggi che deve fare tra una discarica e l’altra – converrebbe forse acquistare una macchinona, così il Covevar forse risparmierebbe.

***

Ma – l’appetito vien mangiando – è chiaro che l’idea di vedere persone tutto il santo giorno preoccupate di dovere documentare come e quando escono ed entrano tra Comune e Covevar, non può lasciare indifferenti rispetto alla questione così spesso balzata agli onori della cronaca, quella dei doppi, tripli, e nel caso di un vero e proprio “virtuoso” dell’incarico esterno, Gabriele Ferraris, quadrupli e quintupli e poi ancora incarichi.

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Ma andiamo con ordine.

Si sa, infatti, che in Comune ci sono persone le quali lavorano “anche” per il Comune, ma “anche” per altri Enti.

Lo possono fare, perché il Regolamento comunale, specie nella sua versione riformata in limine mortis vivente l’Amministrazione Corsaro, lo consente, in qualche modo sovvertendo un principio generale dell’Ordinamento che invece è di segno contrario.

Ebbene, ci sono, tra queste, quelle che si “contentano” di un incarichino. Come ad esempio Razzano Enrico – Aree verdi – che da anni fa anche il Consulente di un Distretto Irriguo della Zona, Caresanablot e Quinto, per la somma di 5 mila euro lordi l’anno.

Ma poi ci sono i veri e propri casi di scuola.

Quatto quatto, Gabriele Ferraris ha cumulato ben otto – diconsi, otto – incarichi esterni nei Comuni di Bianzè, Viverone, Brusnengo, Roppolo, Miagliano, Zumaglia, Moncrivello, Alice Castello.

Tutti in corso – stando all’albo pretorio on line del Comune – mentre scriviamo e taluni proiettati già verso il 2018.

E la cosa straordinaria è che l’autorizzazione ad assumere tali incarichi gli sia stata data – riguardo agli ultimi – ancora il 3 giugno scorso, 2015 (dicesi duemilaquindici) quando cioè le cose si erano già fatte delicatine, non fosse altro che per la presentazione di mozioni da parte di Consiglieri Comunali e per la altrettanto chiara presa di posizione di Voce Libera e Sinistra.

Remo Bassini e Maria Pia Massa hanno, infatti, aperto ad un loro appoggio esterno alla Giunta, a condizione che, tra l’altro, “da subito” cessassero i doppi incarichi. E si vede.

***

Ora è chiaro che Dario Roasio, in fondo un buono, con i suoi compagni di Società Futura, non possa non preoccuparsi di come debba essere esposta a stress una persona che, oltre al proprio già gravoso compito in Comune, si veda costretta ad una supplementare attività di computisteria delle proprie presenze – assenze sulla cartolina timbratrice.

E’ vero che – sin dai tempi dei corsi Kaeser del compianto Mario Silvano – con un uso accorto del Time Manager si possono fare miracoli, però è sempre un bell’impegno.

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C’è poi, last but not least, ancora la vexata quaestio dell’impegno di Silvano Ardizzone come Direttore dell’Azienda Farmaceutica Municipale.

Un Ente dall’anno scorso affidato alle cure del Burosauro (dizione renziana)  sanitario pubblico – privato Ezio Robotti.

Vi è chi – con fondate ragioni – attribuisce al Grand Commis già Sindaco di Vercelli capacità non comuni di pubblico amministratore.

Saprà dunque (anche) lui dire come Ardizzone possa essere direttore dell’Azienda al di fuori dell’orario di lavoro che disimpegna in Municipio.

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Chi vivrà, vedrà.

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