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19/02/2017 - Valsesia e Valsessera - Cultura e Spettacoli
VARALLO - Homo sapiens o homo dis-habilis? Istituto Superiore D’Adda e Associazione PasSePORTout uniti in un’originale esperienza educativa
VARALLO - Homo sapiens o homo dis-habilis? Istituto Superiore D’Adda e Associazione PasSePORTout  uniti in un’originale esperienza educativa

Alice Polo della V Liceo classico racconta così il progetto:

Il 2017 si prospetta un anno ricco di spirito d’iniziativa per l’Istituto Superiore D’Adda, parola d’ordine: ampliare i propri orizzonti. Agli studenti è stato permesso di sviluppare la propria sensibilità nei confronti della disabilità, un concetto che spesso spaventa e incuriosisce. Ciò è stato possibile grazie a un progetto realizzato in collaborazione con l’Associazione PasSePORTout, che si occupa dell’integrazione tra attività sportiva e disabilità. L’uomo moderno ama definirsi Homo sapiens, il prodotto finale e perfetto di una lunga selezione naturale, colui che ha dato vita a una nuova Era tecnologica, ma nonostante il suo Ego smisurato si sente spesso intimorito da un concetto semplice e apparentemente innocuo quale la diversità. L’obiettivo di questo progetto consiste quindi nell’avvicinare gli studenti a chi è diverso da loro in quanto persona disabile e sfatare il mito della diversità come puro ostacolo (ma come possibile punto di forza). Scopriremo che diversità e disabilità sono due concetti molto relativi e non vanno affrontati con leggerezza, altrimenti rischieremmo di cadere in una disabilità ancora peggiore, quella dettata dall’ignoranza. Di seguito l’intervista al Presidente dell’Associazione PasSePORTut, Francesca Vinzio.

                                          

In cosa consiste e di cosa si occupa l’Associazione PasSePORTut?

L’Associazione PasSePORTut è nata nel 2005 e si occupa di coordinare attività sportive per persone con minore abilità mentale e talvolta anche motoria, con il conseguente miglioramento educativo e inserimento a livello sociale. La nostra società aderisce ai programmi di allenamento sportivo e competizioni dettati dall’Associazione internazionale sportiva Special Olympics.

Dove ha sede l’Associazione e dove opera?

La nostra sede si trova a Varallo. I ragazzi disabili dell’Associazione vivono nel territorio Valsesiano e molti frequentano i Servizi dell’Unione dei Comuni Montani come l’E.T.H,  Centro diurno disabili, che hanno sede a Varallo e alla Comunità Alloggio l’Albero di Portula, ci sono anche i ragazzi della Comunità Spazzacamini di Prato Sesia. Noi comunichiamo le nostre attività tramite l’account Facebook Società Passeportout oppure tramite il sito ufficiale di Special Olympics, in cui potete trovare molte foto e immagini di competizioni sportive.

In cosa consiste il progetto svolto in collaborazione con l’Istituto Superiore D’Adda e come è stato organizzato?

Questo progetto si svolge a più riprese e coinvolge le classi V liceo linguistico e II liceo classico. Durante le ore di educazione fisica alcuni ragazzi con minore abilità sono ospitati e accolti dagli studenti del D’Adda, che hanno dato vita ad attività di gioco, creatività, musica e svago. Il progetto ha avuto inizio con una presentazione multimediale da parte mia riguardo alla nostra Associazione, dopodiché gli studenti hanno dato inizio ai giochi. Un ringraziamento va al Professor Enrico Sezzano, attento alla problematica di inclusione sociale e a sensibilizzare alla diversità.

Qual è lo scopo del progetto?

L’obiettivo dell’Associazione e dell’Istituto è di sensibilizzare i giovani studenti al tema della diversità in quanto disabilità e dimostrare come i ragazzi affetti da minore abilità siano riusciti, grazie allo sport, a trasformare la loro condizione in un punto di forza. Inoltre, in quanto presidente dell’Associazione Passportout, spero di appassionare i ragazzi all’attività di volontariato, motivo di grande crescita personale, magari con l’augurio di reclutare qualche nuovo volontario.

L’Associazione PasSePORTut a quali competizioni sportive partecipa?

Noi partecipiamo a tutte le competizioni Special Olympics: meeting, giochi regionali, nazionali e internazionali. I ragazzi con disabilità possono iscriversi ad attività individuali o di gruppo, per esempio, per quanto riguarda le competizioni sportive invernali, l’Associazione ha all’attivo sci nordico, sci alpino, corsa con racchette da neve, pallavolo unificata, basket, calcio, nuoto, atletica, ginnastica artistica e ritmica. Negli ultimi anni i ragazzi hanno lavorato molto e hanno ottenuto ottimi risultati, per esempio, abbiamo ricevuto due convocazioni ai giochi mondiali di Shanghai nel 2007, due convocazioni ad Atene, uno a Los Angeles e agli europei di Varsavia.

Quale ruolo svolge lo sport nell’ambito della disabilità?

Noi consideriamo lo sport come un mezzo educativo per migliorare la qualità di vita, sia a livello fisico/sportivo, che educativo. I ragazzi imparano a valorizzarsi e a diventare più autonomi, per esempio nelle trasferte i ragazzi, senza genitori, si affidano esclusivamente alle proprie capacità con il supporto dei tecnici.

L’Associazione PasSePORTut oltre a sviluppare le capacità motorie svolge anche un ruolo molto importante dal punto di vista educativo e richiede quindi la presenza di operatori specializzati. Chi può svolgere questo ruolo? Si tratta solo di volontari o anche specialisti?

All’interno dell’Associazione PasSePORTut operano educatori, ex educatori, OSS, ma anche tecnici formati sul campo. La partecipazione alle nostre attività è aperta anche ai volontari e speriamo, infatti, di avviare i ragazzi del D’Adda a questa esperienza. Vorremmo reclutare molti volontari per le nostre attività proprio a partire da questo progetto.

In quanto presidente dell’Associazione PasSePORTut lei conosce e vive appieno la vita dell’Associazione. Vivere questa esperienza a contatto con la diversità può portare a una crescita personale?

Io credo molto nelle nostre attività e penso che possano suscitare sentimenti, emozioni gratuite che portano assolutamente a una crescita interiore. Rapportarsi con la diversità permette di capire che questo concetto tanto temuto dall’uomo può invece trasformarsi in una risorsa positiva; spesso ci riteniamo superiori e pensiamo di poter fare qualunque cosa, ma conosco ragazzi disabili che praticano sport a livelli così alti che mi ritengo io stessa disabile rispetto alle loro capacità!
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