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24 May 2018 | Vai alla Prima Pagina
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23/04/2018 - IT' EST SA POESIA - Nel ricordo di Marisa Sannia, la sua arte, la sua indimenticabile umanità

Rita Sannia from Guido Gabotto on Vimeo.

Questa non ha voluto metterla in repertorio.
Quasi – immaginiamo – per una sorta di pudore: memorial, sì, ma senza invadere il territorio sentimentale ed artistico forse più suo o, comunque, quello che il grande pubblico così le riconosce.

Marisa Sannia
La celeberrima “Casa Bianca” che consacrò, conquistando il secondo posto al Festival di San Remo nel 1967, Marisa Sannia al successo internazionale.
E così ve la offriamo qui, a questo link:
https://www.youtube.com/watch?v=xIz373-MbcE
Il video che sarà on line tra breve dirà di questa splendida serata preparata per tutta la città da quel formidabile centrocampista della tradizione e cultura sarda Dino Musa, Presidente del Circolo Dessì di Vercelli.
Ma andiamo con ordine.
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Dieci anni fa, il 14 aprile, un male spietato si portava via Marisa Sannia: aveva solo 60 anni ed alle spalle una carriera artistica di primo piano alla quale mai, tuttavia, aveva sacrificato nulla della propria personalità discreta, umile, riservata, attenta al mondo della relazioni umane, a cominciare dalla famiglia.
Sin da giovanissima, agli esordi, quella ragazzina di Iglesias brava anche nella pallacanestro - si guadagnò il soprannome di “Gazzella di Cagliari” – era sempre sembrata, al grande pubblico ed ai bambini in particolare, come il prototipo della sorella maggiore ideale.
Proprio come la sua coetanea (entrambe Classe 1947) Gigliola Cinquetti, che incantava i bambini con quel “Non ho l’età” per amarti.
E così Marisa, fu ben presto notata dalle grandi personalità artistiche del tempo, soprattutto da Sergio Endrigo che le aprì la strada delle maggiori case discografiche.
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La sua lunga carriera artistica conoscerà poi un’evoluzione che la porterà a riscoprire la poesia della Tradizione sarda, reinterpretando anche grandi Autori come Garcia Lorca e Vinicius de Moraes.
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L’iniziativa di dedicare a lei un ricordo nel decennale, invitando a Vercelli sua cugina Rita, è del Circolo Dessì, presieduto da Dino Musa.
Il Circolo è una delle realtà culturali più vive di Vercelli, da anni riesce a coniugare cose apparentemente distanti.
Come la tutela delle radici, dell’identità, di coloro che dalla Sardegna sono arrivati da noi nelle risaie.
E – pare agli antipodi della cura identitaria, ma non è così – sa efficacemente integrarsi in terra d’Eusebio non tanto confondendosi con altri e recidendo la radice, ma al contrario portando tanti vercellesi a conoscere e condividere i valori di questa terra straordinaria.
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Lo sforzo non è impossibile ed anzi coglie una sintonia che si pone e propone come naturale.
Non solo perché Eusebio, evangelizzatore della terra subalpina e primo Vescovo di Vercelli, arrivi tra i nostri lontani progenitori proprio da Cagliari.
Ma soprattutto – l’esperienza è molto più recente e irrorata del sangue di tanti ragazzi semplici ed onesti – perché tanto la Sardegna, quanto le montagne di molta parte del Piemonte (Vercelli e Cuneo soprattutto) hanno dato alla Patria quella che con cinismo tipicamente savoiardo (mutuato, peraltro, dai francesi) era chiamata “carne da cannone”.
Il tributo di sangue pagato dai due popoli – piemontese e sardo – è ciò che affratella ben al di là del braccio di mare che ci separa.
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Rita Sannia, dunque, a Vercelli, accolta forse anche per riconoscere questo legame di fraternità, dall’Amministrazione Comunale che è stata molto vicina a Musa.
Propizia anche, nella mattinata di ieri, l’occasione per fare conoscere all’artista la mostra dedicata a Gaudenzio Ferrari.
Presenti alla serata il Sindaco Maura Forte e l’Assessore Graziella Ranghino.
Nel video Guido Michelone – curatore della proposta artistica – illustra, insieme ai protagonisti, la cifra dell’evento.
Che, senza replicare pedissequamente il percorso di Marisa, a lei tuttavia ha saputo ispirarsi con una originale interpretazione non solo delle sue canzoni, ma soprattutto del suo “mondo”, del suo approccio spirituale all’arte ed ai valori della propria terra, così come a quelli della libertà e della lotta all’intolleranza, all’ingiustizia, alla violenza.
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Un grazie dunque a tutti i protagonisti, non ultimi i musicisti che hanno accompagnato la cantante ed il giornalista Giacomo Serreli, giunto proprio dalla “vicina” Ichnusa per completare la proposta culturale di questo “format”, che parte da Vercelli, ma è destinato a girare l’Italia.
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