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14 December 2019 | Vai alla Prima Pagina
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21/11/2019 - MARIA, SPECCHIO DELL'ARMA - Fedeltà come dono d'amore, esperienza del servizio al prossimo
Senza nulla togliere all’Annuale dell’Arma, la cerimonia solenne che ricorda – nel mese di giugno – la fondazione dell’Arma dei Carabinieri, la Festa della “Virgo Fidelis” è un’altra cosa.
Difficile (e inutile) dire se meglio o no dell’altra ricorrenza.
Di sicuro si percepisce un clima diverso, che non è fuori luogo dire più familiare, persino confidenziale, forse perché lo sguardo è rivolto a quella figura che in ogni chiesa (oggi in quella di S. Agnese a Vercelli) mette in rilievo, dà senso, all’idea di una comune condizioni di figli.
Di un unico Padre, ma certamente di una Madre che miracolosamente rende la maternità del Figlio di Dio patrimonio e condizione costitutiva di una famiglia umana.
Così anche oggi, in S. Agnese, la “parrocchia” dei Carabinieri della Caserma Gunu Gadu, sede del Comando Provinciale dell’Arma, in Via Salvatore Vinci, i Carabinieri di Vercelli hanno ricordato la loro Patrona, la Madonna, venerata con il titolo di Virgo Fidelis.
Una fedeltà – ha suggerito il Vicario Generale della Diocesi di Vercelli, Mons. Mario Allolio, nella propria omelia – che per il Carabiniere è triplice: alla Legge, a Dio, all’uomo, alla sua centralità, alla sua natura così stupefacente:
Tanto stupefacente – i pensieri corrono anche nella mente di chi ascolta - che il Salmista si deve chiedere: cos’è l’uomo perchè te ne curi? E il figlio d’uomo perché te ne dia pensiero? Eppure l’hai fatto poco meno di un angelo, di gloria ed onore l’hai coronato.
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E’ sempre facile ed immediato riconoscere questi caratteri?
E’ così semplice dire – ad esempio – di tante persone con cui i Carabinieri hanno tutti i giorni a che fare, nella loro attività di repressione del crimine, “eppure l’hai fatto poco meno di un angelo”?
E’ così semplice – all’opposto – quando il Milite che opera in una delle tante Stazioni disseminate in tutto il territorio, incontra una persona distrutta, senza più speranza, che ha bisogno di un consiglio, un aiuto certo più psicologico che materiale, un conforto, un appoggio che la aiuti a non “cadere” più, a liberarsi magari di situazioni familiari o relazioni che diventano rischiose… è così facile ripetere con il Salmista “di gloria ed onore l’hai coronato’”?
Che idea irrituale, talvolta, si può maturare della gloria e dell’onore.
Quanti sono i compiti dei Carabinieri.
Certo, rappresentano l’Istituzione più vicina alla gente, proprio come i Comuni.
Così è parso significativo fotografare le tante “fasce tricolori” portate dai molti Sindaci intervenuti, insieme al Comandante Provinciale.
Tanti i “primi cittadini”, alcuni di essi arrivati qui oggi, in S. Agnese a Vercelli, anche da Comuni della provincia lontani.
Però hanno voluto dire, anche con il linguaggio simbolicamente evocativo della loro presenza, proprio questa verità: il popolo è vicino ai Carabinieri, che riconosce come un’Istituzione positiva, utile, con la quale ci si può rapportare per sentirsi davvero più sicuri.
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Dunque, quanti sono i compiti dei Carabinieri.
Richiedono non soltanto adesione e applicazione della norma, ma certo quella che l’Arcivescovo ha chiamato “illuminazione” delle coscienze, una luce che solo Dio può dare, eppure così necessaria per un lavoro che è tanto rimesso alla capacità di discernimento.
Sceverare il loglio dal grano.
Mettere al centro l’uomo, quell’uomo che il Carabiniere incontra più spesso nei momenti in cui la rotta è incerta, la strada forse smarrita, che è caduto nell’errore, che è caduto di nuovo anche se era riuscito a rialzarsi ed emendarsi.
Ci vuole altrochè l’aiuto di quella Madre di Dio, dell’umanità, possiamo ben dire anche Madre dell’Arma e degli uomini e donne che la animano tutti i giorni.
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Questa festa origina non solo da un desiderio di affidare questo lavoro alla Madonna, ma è stata istituita per fare memoria di un momento epico, non solo eroico, nell’epopea bellica che ha visto protagonisti i Carabinieri.
La battaglia di Culqualber che durò oltre 3 mesi per concludersi proprio il 21 novembre 1941, con il sacrificio di molte vite di giovani Militi dell’Arma.
Il loro valore meritò il conferimento della Medaglia d’oro al Valor Militare.
Il video che volentieri offriamo anche come nostro modesto contributo per ricordare questa giornata e quel sacrificio, documenta l’omelia di Mons. Mario Allolioo, la prolusione del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Vercelli, Ten. Col. Andrea Ronchey, la lettura della Preghiera del Carabiniere.
Ora vi lasciamo con la gallery, nella quale facciamo conoscenza anche di alcuni dei Carabinieri neopromossi, che dalla settimana scorsa sono in servizio nelle Stazioni del territorio provinciale.
Auguri di buon lavoro.
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