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14 December 2019 | Vai alla Prima Pagina
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01/12/2019 - TRINO - Le luci dell'albero di Natale illuminano la festa di una comunità unita e concorde
Le luci dell’albero di Natale accese questa sera – 1 dicembre – ad illuminare l’attesa della città per il giorno più bello, non lasciano nell’ ombra sentimenti che illustrano uno spirito natalizio autentico.
Se Natale è la festa più cara ai bambini, questo Natale a Trino riesce a dimostrare che, talvolta, i grandi non sono solo più vecchi, ma sono veramente adulti.
La Festa non esilia la memoria, non dimentica che il segno più autentico di quell’Amore rinnovato nella Natività, sia la concordia tra gli uomini e le donne che abitano la città dell’uomo.
A Trino questo percorso di responsabilità è da anni, per una sorta di paradosso della natura umana, pensato da tutti come necessario per fronteggiare le prove.
Di una natura che ciclicamente riprende la propria signorìa, ma non ripudia la convivenza con l’uomo.
Quella convivenza che non è predazione della creatura sul creato, ma armonica simbiosi, secondo il precetto ancestrale cui ci richiama la Scrittura: (Genesi,2)” Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo, 5 nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata - perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il suolo 6 e faceva salire dalla terra l'acqua dei canali per irrigare tutto il suolo -; 7 allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente”.
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Trino conosce bene come possa essere drammatico il rapporto tra uomo e natura ed anche oggi non se ne dimentica.
E, così, si è pensato ad un modo davvero inedito di dare il via alle Feste di Natale.
Questa sera di pioggia pare voglia in qualche modo fare, almeno allusivamente, partecipare all’appuntamento anche qualche simbolica iridescenza di quelle acque che, nel 1994 e nel 2000 furono così severe.
Se è permesso un piccolo ricordo personale: non potremo mai dimenticare che l’alluvione del 2000 coincise con l’inizio della nostra modesta esperienza editoriale.
Un rodaggio veramente impegnativo, ma subito indicativo di cosa voglia dire servire il prossimo, anche mediante l’informazione.
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E sono presenti i Sindaci di oggi e di ieri.
A dire cose semplici ed autentiche, ma tutt’altro che scontate.
Ed è proprio per questo che in molti, forse, dovrebbero dedicare qualche non superficiale attenzione all’insegnamento che Trino oggi sa dare.
La prima cosa è che la messa in sicurezza del territorio è ormai quasi compiuta.
Il secondo tratto della grande opera idraulica che proteggerà l’abitato e non solo è alle soglie della esecutività.
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La seconda cosa è che, a questo risultato, hanno lavorato con impegno, intelligenza e tenacia, tutte le Amministrazioni Comunali che si sono succedute.
Da quella del Sindaco Giovanni Tricerri, poi seguito da Alessandro Serra, quindi da Giovanni Ravasenga, poi Marco Felisati, seguito da Alessandro Portinaro ed oggi Daniele Pane.
E’ proprio Daniele Pane che ha avuto il merito di non smarrire la memoria, chiamando ad “accendere” l’albero di Natale tutti i suoi predecessori (qualcuno si è fatto presente con gli scritti, trattenuto altrove per impegni).
Un segno non solo di intelligenza politica, ma rappresentativo di una sincera volontà di concordia, rappresentativo di una unità civica necessaria per mettere in comune risorse umane ed idee al servizio della comunità che si è chiamati ad amministrare, ma soprattutto servire.
Alessandro Portinaro non ha mancato di cogliere questa volontà di unione civica, ricordando che – così come l’acqua che sale – la sicurezza della gente non ha colore politico.
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Una terza cosa che oggi si è messa idealmente “al centro” della piazza illuminata dalle luci dell’albero è il contributo talvolta eroico di tutti coloro che a questa sicurezza collettiva lavorano.
Dai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile, alla Pubblica Assistenza Trinese, alle Forze dell’Ordine.
Che siano Operatori della sicurezza per professione o Volontari, hanno sempre dedicato un impegno nobilitato dalla massima abnegazione.
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Infine, ed è il quarto e forse un po’ amaro elemento di riflessione, il “passaggio del testimone” da una generazione all’altra di questo grande compito di tutela e protezione del territorio.
Nel video che volentieri offriamo come nostro modesto contributo a questa festa, i protagonisti dicono una cosa che, tra le righe, è molto significativa.
Il lavoro di progettazione delle opere idrauliche di difesa del territorio si iniziò quando in Amministrazione al Comune di Trino c’erano i padri di Alessandro Portinaro e Daniele Pane.
E, da allora, tutti si sono dati da fare con il massimo impegno.
Se pensiamo che la Basilica di S.Andrea a Vercelli, nel 1219, quando non c’era un metro cubo di cemento armato, fu costruita in sette anni.
E, poi, che il Canale Cavour, con i suoi ottanta chilometri di corso, sempre senza il cemento armato, fu completato in tre anni, non è forse fuori luogo domandarsi se la nozione di progresso coincida sempre con quella di progresso tecnologico.
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Ma queste sono domande per un altro giorno.
Oggi si inizia la Festa, l’albero risplende di una luce antica e sempre nuova.
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